La location? Il divano di casa.
Gli effetti sul sistema nervoso? Quelli di un’attrazione da parco divertimenti. L’Arezzo, fin dal fischio d’inizio, ha mostrato qualità, personalità e tutte le proprie potenzialità. Il Palermo, però, ha saputo colpire nei momenti giusti, costruendo un doppio vantaggio con Johnsen e Ranocchia dando l’impressione di avere la partita sotto controllo. E invece no. Perché in Serie B, come sappiamo, non si può mai essere sereni e tranquilli. Il Palermo ha, quindi, sofferto, ha concesso campo e al 74’ ha visto l’Arezzo completare la rimonta con Tavernelli, riportando tutto sul 2-2. A quel punto sembrava davvero finita lì. Sembrava. Ma questo Palermo ha qualcosa dentro, consapevolezza, carattere e attributi. Qualità che servono per non accettare passivamente una rimonta e per continuare a crederci anche quando la partita sembra sfuggire di mano. E al minuto 94 arriva il colpo di scena. Augello, proprio nel giorno del suo compleanno, lascia partire un sinistro da fuori area che si infila alle spalle del promettente portiere aretino, 3-2 Palermo. Poi quella corsa folle verso il settore ospiti, verso i circa 500 tifosi rosanero presenti ad Arezzo. Un’immagine che racconta meglio di mille parole cosa significhi vivere il calcio, condividere una maglia, una sofferenza e una gioia. Una serata che ci consegna tante certezze, la qualità di questo Palermo, la bellezza di tre gol tutti di pregevole fattura e soprattutto la forza di un gruppo che non smette di crederci. Ma ci lascia anche un promemoria importante, in Serie B le partite sono davvero finite soltanto al triplice fischio e una squadra che vuole puntare in alto deve imparare a gestire meglio anche momenti come quelli vissuti ieri, evitando di riaprire partite che sembravano ormai indirizzate. Per ora, però, ci prendiamo tutto. Ci prendiamo i 3 punti, la rimonta subita, la gioia del goal finale e la consapevolezza di avere un gruppo che lotta e porta in alto la maglia rosanero. Avanti Palermo.
